

Alessandro Calori
Come “Ramon” Turone, anche Alessandro Calori è diventato un simbolo dell’anti-juventinità italiana. La sua fama è dovuta al goal realizzato nella “piscina” di Perugia, il 14 maggio 2000, rete che sancisce la sconfitta bianconera e “regala” lo scudetto alla Lazio.
Giocatore modesto, molto forte fisicamente ed abile nel gioco aereo, nasce ad Arezzo il 29 agosto 1966. Cresce nelle giovanili della squadra aretina, ma esordisce nel calcio professionista con il Montevarchi, nel 1985. Con la squadra rossoblu gioca 78 partite e realizza tre reti, prima di passare al Pisa, nell’estate del 1989.
Nella città della torre pendente, Calori rimane due stagioni, realizzando una rete in 61 partite. Nel campionato 1991-92 si trasferisce ad Udine e qui rimane per ben sette anni, totalizzando 255 partite in campionato, con 10 realizzazioni.
Nell’estate del 1999 viene ceduto al Perugia della premiata ditta Gaucci/Mazzone. Nella società umbra rimane solamente quell’anno, riuscendo comunque a realizzare ben cinque reti, una delle quali, appunto, contro la Juventus.
Le ultime due squadre della sua carriera calcistica sono il Brescia (63 presenze ed una rete) ed il Venezia (58 partite giocate con un goal). Poi, intraprende la carriera di allenatore con alterna fortuna. Attualmente, è il mister del Portogruaro, in Prima Divisione (Lega Pro).
Palombella Rossa
Storia amara di una partita di pallanuoto in cui la prima della classe smarrisce la sua memoria e affonda a picco nel pantano di Perugia. Una partita da non giocare, un europeo che incombe. La palla rimbalza per modo di dire e Collina decide politicamemente, trasformando quel 14 Maggio 2000 in una delle giornate più amare della storia della Juventus che riceverà con gli interessi riscatto nel pomeriggio di gloria del 5 Maggio 2002 vincendo a Udine. Un lungo centrale difensivo da bambino tifoso bianconero e da grande sicario e indiscutibile professionista. Appartiene alla schiera dei nemici storici della nostra squadra per aver trasformato in gola l'urlo della vittoria nel fiele velenoso di una imprevedibile disfatta. Onore a lui ed al calcio, meraviglioso quando sorprende il mondo per la sua natura di libertà geometrica. Come si dice, la palla è rotonda. S'impara soprattutto dalle sconfitte. Ecco il motivo di tante vittorie. Per la Juve gli esami non finiscono mai...