LaJuvèunTango

ARCHIVIO "LIBERTANGO"
L'ospite è sacro


Rispetto per il calcio

Il rigore assegnato alla Juventus nel giorno di S. Valentino riapre il sipario sul vespaio di dichiarazioni e schiamazzi mediatici che nel nostro paese prendono sistematicamente il posto dell'informazione sportiva. L'apparato tecnologico che i maggiori network e la RAI mettono a disposizione degli sportivi intesi come utenti e fruitori di un servizio nel momento in cui propongono le loro offerte nell'imminenza del nuovo campionato, si trasforma nella solita arma di chi cavalca strumentalmente il sentimento atavico dell’antijuventinità. Durante l'ultima fase del campionato di calcio italiano è accaduto che la Juventus abbia usufruito di alcuni errori arbitrali a favore. Una levata di scudi che non ha risparmiato nessuna delle emittenti televisive e delle maggiori testate giornalistiche italiane ha nuovamente urlato al complotto. Facendo il verso in maniera poco convincente ed elegante ad analoghi episodi trascorsi di ordinaria tristezza. A fantasmi di un passato che ancora è vivo e presente e attende di essere spiegato e ricostruito dentro aule di tribunale. La colpevole voce che con gesto spudorato intima al fischietto non l'errore, ma il favore, è riecheggiata dalle Alpi alle Piramidi. Il complesso sistema di telecamere svolazzanti e cavi, l'ambaradan di opinionisti più o meno qualificati a svolgere un servizio per chi con passione ogni anno mette mano alla tasca per seguire la sua squadra del cuore, si è ringalluzzito e ha riadocchiato la possibilità non di riscattare un passato orrendo e sguaiato, ma semplicemente l'occasione per rialzare l'audience. L'indice puntato contro il colpevole. Il colpevole sempre lo stesso. Anche quando naviga a sedici leghe di distanza dalla prima in classifica e ha i suoi bravi problemi a cercare di ritrovare identità e risultati. Una Signora dalla veste bianconera imbrattata dall'astio perenne e dal desiderio di vendetta di tutti coloro che non smetteranno mai di odiarla. Questa in sintesi la macabra sceneggiata ripetuta a reti unificate. Da oltre vent'anni. Un tempo nel quale si è lentamente spenta la credibilità di tutte quelle voci urlanti e di tutti quei presunti valenti esperti di calcio. Sarebbe facile assecondare la tentazione di scrivere che del vostro odio noi ci alimentiamo. Non è così. Ve lo lasciamo tutto. Semplicemente perché ci siamo resi conto che in questo paese ad essere uccisa, ad essere morta, non è la Juventus. La Juventus vive nel cuore di milioni di tifosi che la domenica (e a volte il martedì o il mercoledì o quando aggrada a chi con la Juventus si arricchisce o si garantisce il lavoro) siedono davanti alla televisione e, lungi dal recarsi allo stadio armati, si armano sì, ma di santa pazienza, per seguire la partita. Spesso con il famigerato e per nulla obiettivo né professionale commento di un duo celebre per manifesta fede avversaria. Ad essere uccisa è stata la deontologia professionale. Dei molti signori che senza averne diritto né capacità si dispongono giornata dopo giornata di campionato a fare un mestiere nobile che non esiste più. Il mestiere del giornalista. Gente dalla quale ci aspettiamo invano da anni che prenda in esame il gioco, le qualità tecniche dei calciatori, le statistiche e ogni volta riscopriamo capace soltanto di barattare la propria coerenza intellettuale con la mistificazione richiesta dal pubblico. Inadeguata non solo in virtù delle molte inesattezze propinate e della poco attendibile esternazione di idee, in quanto spesso se ne conosce l'indole di sfegatato tifoso, ma anche e soprattutto perché ci piacerebbe assistere allo stesso spiegamento di forze quando l'errore arbitrale non favorisce la Juventus, bensì le altre squadre che prendono parte al campionato. Tanto per fare un esempio, nel girone di andata, la stessa Genoa Juventus fu teatro di errori arbitrali ai quali i bianconeri seppero reagire riportando in parità una partita altrimenti persa. La differenza dov'è? Sta tutta nel fatto che non abbiamo assistito a nessuna dichiarazione di congiure e a nessuno spettro di cupole. Gli arbitri sbagliano e questa è la legge dello sport. Di quale sport, continuiamo a chiederci? Di chi o di che cosa è figlia questa interpretazione faziosa e odiosa del fatto sportivo? Di un gioco al massacro nel quale ad essere massacrati sono solo e sempre gli stessi colori? Continuate a definirci ladri, drogati, razzisti, adesso anche bestemmiatori. Non cadremo nella vostra trappola e non vi odieremo, ma da oggi dovete sapere quello che pensiamo di voi. Quante volte abbiamo dovuto assistere a goal messi dentro la rete con le mani e a rigori ottenuti per una rimessa della palla con la testa? Se la beneficiaria è l'Inter è regolare. Se invece è la Juventus, cambia tutto. Ma non sono forse gli stessi arbitri a dirigere le partite? Non sono le stesse le telecamere in campo? Le moviole? I giornalisti? Il designatore arbitrale e i vertici di un calcio che in questo paese sembra non guarire mai? Soffrire della stessa idiosincrasia congenita? Di un odio che in tanti riversano in un diffuso quanto ingiusto sentimento popolare? Che fine ha fatto l'obiettività? A cosa serve tutta questa tecnologia? Se il verdetto è sempre lo stesso e si scrive sulla pelle degli Juventini? Alimentate odio verso una squadra e dei tifosi che ancora oggi possono vantare l'unica bacheca italiana che comprenda tutti, ma proprio tutti i trofei che si possono vincere. Tutto questo fa male allo sport e alla nostra nazione, se vuole continuare a dirsi civile. Qualche volta, nel corso delle vostre trasmissioni e tra le righe dei vostri articoli, ricordate i nomi di coloro che hanno formato la nazionale di calcio italiana nel 1934, nel 1938, nel 1982, nel 2006, ma anche nel 1978, nel 1990 e nei molti altri anni nei quali si è distinta non solo per la vittoria, ma anche per la brillantezza e la caratura straordinaria dei suoi allenatori e giocatori, che hanno dismesso la maglia bianconera per indossare quella azzurra. Non aggiungete ai vostri errori l'incuria e la malafede della memoria corta. Restituite qualità alla vostra informazione. Restituirete non solo giustizia al popolo juventino, ma soprattutto a voi stessi dignità di uomini e di professionisti.

17 Febbraio 2010

Riccardo Molesti e Giuseppina Fiorito

 


 

Grazie ad Anna Orgogliogobbo, templare degli angeli dell'Heysel

 

 

Nei mesi scorsi era stata riportata, con grande enfasi, la notizia del gemellaggio proposto dalla tifoseria della fiorentina alla tifoseria del liverpool. Tutti i giornali hanno ammirato il grande senso di sportività dei tifosi viola ed hanno parlato di esempio per le altre tifoserie; a sostegno dell’iniziativa si sono scomodati questore e sindaco e le più alte autorità cittadine. I pochi che osavano porsi delle domande sul perché di un gemellaggio con il liverpool e non con le altre squadre incontrate dalla fiorentina nella Champions League e sul perché proprio con il liverpool protagonista della tragedia dell’Heysel , venivano zittiti immediatamente…la campagna mediatica messa in campo per “coprire” l’evento non doveva scricchiolare in nessun ingranaggio. La faccia pulita del tifo italiano, quella della collaborazione con la questura e dell’accettazione della tessera del tifoso che altri osteggiavano, doveva essere difesa ad ogni costo . E così è stato… Finchè……finchè a qualcuno ( leggasi Noi) è venuto in mente di andare in fondo alla questione gemellaggio fiorentina – liverpool…capirne i motivi..e mostrarne a tutti i veri scopi …. Noi ricordiamo bene che da sempre la tifoseria viola si è distinta per cori, striscioni e magliette inneggianti ai tifosi reds quali autori della più grande tragedia del calcio…quella dell’Heysel…e da subito abbiamo denunciato che il gemellaggio era stato concepito come dispetto ai tifosi Juventini e come tale era intriso di un senso vergognosamente infamante per la memoria dei 39 caduti dell’Heysel…

Ma troppo bello era l’esempio dei tifosi viola agli occhi di tutta la stampa , perché potesse essere macchiato da quello che è stato definito “vittimismo” o “senso di paranoia” dei tifosi juventini…e nessuno ci ha ascoltati!Nel frattempo i tifosi viola gongolavano e, senza neanche tanto pudore, consapevoli di aver ingannato tutti, si presentavano a Torino, alcuni di loro, con le magliette rosse con la scritta – 39 e pubblicando le foto ed i video su internet quasi a vantarsi dell’impresa…!! Altra indignazione da parte Nostra…altro silenzio da parte degli altri…..!! Ma fortunatamente oggi una notizia può essere diffusa senza bisogno di aspettare che il giornale la mandi in stampa previa censura….e partendo dai Forum, passando per Facebook i dubbi e le perplessità su questo gemellaggio sono arrivati fino a Liverpool .

http://www.facebook.com/group.php?gid=149934650635

http://www.facebook.com/group.php?gid=175464709685

La società del liverpool F.C. vittima in buona fede di questa farsa, aveva organizzato per la partita di ritorno del 9 dicembre, una coreografia in onore dei tifosi della fiorentina e, sulla falsa riga della campagna mediatica a sostegno di questo “esempio” di sportività italiana, molti giornali italiani avevano ripreso la notizia con malcelato orgoglio ricominciando a glorificare i tifosi viola.. Ma il giorno prima della gara la coreografia è stata annullata per scelta della stessa società Liverpool F.C. e nessuno di quei giornali che tanto spazio avevano dato all’evento ha rivelato i motivi ….ed ancora una volta tocca a Noi dire la verità. I tifosi del Liverpool dimostrando maturità e senso civico, discutendo con tifosi Juventini e fiorentini anche sui forum ufficiali della tifoseria Reds hanno compreso di essere stati coinvolti in un gemellaggio che di amicizia e rispetto nei loro confronti non aveva niente .

http://www.liverpoolway.co.uk/forum/ff-football-forum/86337-mosaic-tomorrow.html

http://www.redandwhitekop.com/forum/index.php?topic=250848.80

(link di due dei forum principali del tifo dei reds dove l’argomento e’ stato trattato e dove si puo’ vedere come i tifosi inglesi hanno ragionato e capito)

Un gemellaggio voluto e proposto dai viola con l’unico scopo di vantarsi di aver fatto un dispetto agli Juventini ed usato per inneggiare ancora una volta alla più grande tragedia del calcio . Decine di telefonate sono state inviate dai tifosi alla società Liverpool F.C. con la esplicita richiesta di annullare la coreografia minacciando in caso contrario di boicottarla . Il movimento di opinione è stato talmente forte a liverpool quanto ignorato in Italia , che persino il Daily Telegraph, ha dedicato alla questione un articolo spiegando le ragioni dei tifosi Juventini…ed i motivi per cui la coreografia era stata annullata.

http://www.telegraph.co.uk/sport/football/…tina-visit.html

Il resto è storia recente…ma pur sempre storia : nel silenzio, ancora una volta assoluto, dei media Italiani è stata data una grande dimostrazione di maturità e correttezza e se davvero il calcio inglese ha qualcosa da insegnare a quello italiano…beh forse la lezione a Voi è sfuggita! Noi abbiamo difeso la memoria delle 39 vittime dell’Heysel disonorata, si badi bene, con la complicità di tutti quelli che sapendo hanno taciuto e di quelli che informati hanno voltato la faccia dall’altra parte! E non sono pochi! Il vero senso di questo unilaterale pseudo- gemellaggio Lo abbiamo capito Noi e lo hanno capito i tifosi del liverpool ….ed insieme abbiamo costretto tutti a gettare la maschera…e quella coreografia annullata rimarrà per voi tifosi viola e per voi giornalisti che in questi giorni avete fatto finta di non vedere, la più grande sconfitta . E di questo ringraziamo ovviamente i reds, perchè hanno sicuramente fatto un gesto, per noi molto importante e di cui ne prendiamo atto. Ma preferiamo farlo in modo piu esaustivo con una lettera Aperta alla loro tifoseria, perche’ e’ quantomeno doveroso.

Noi non siamo migliori di altri, a volte sbagliamo ed esageriamo nei cori e negli atteggiamenti.….ma mai ci siamo nascosti dietro una faccia perbenista e moralista per insultare la memoria di vittime innocenti…mai ci siamo presentati in Europa come la tifoseria migliore d’Italia al solo scopo di crearci un alibi per la peggiore delle vigliaccate…. Certo magari anche questo comunicato farà la fine degli altri…cestinato, ignorato…forse deriso….ma è lassù che questa notizia doveva arrivare….a Noi questo interessava! E lassù…ne siamo certi…è arrivata!!


Per gentile concessione di  www.orgogliogobbo.it
 e 
www.j1897network.com


Il caso Balotelli sospeso fra stupidità

e demagogia a buon mercato

di Nicola Legro


 

 

Chi lancia certi cori lo sa. La prima ad essere danneggiata è la società per cui si tifa: la Juventus in questo caso. Non si parla tanto dei 20.000 euro di una pena pecuniaria, ma di un forte danno d’immagine per la società messa in difficoltà dai media in un momento di grande delicatezza per la storia bianconera. Mentre dai tribunali dei processi veri sta emergendo la verità dei fatti che potrebbe spingere a breve la Juventus a chiedere la revisione dei frettolosi processi sportivi consumati nell’estate 2006, il pericolo di rovinare tutto e risvegliare le ragioni di un mai sopito “sentimento popolare” anti juventino arriva proprio dalle viscere del tifo bianconero. Partono dalle curve cori che rischiano di far male come certe sentenze dei tribunali sportivi che, per altro, a un certo tipo di tifo sembra che poco siano interessate. Hanno fatto propria la logica del “guardare avanti” ringraziando con tanto di striscioni il padrone del vapore che nell’estate di Calciopoli si schierò accanto alla squadra, ma lasciando al proprio destino dirigenti e società. Uno che, se gli chiedi se mai la Juventus richiederà la restituzione dei due scudetti revocati dalla giustizia sportiva, ti guarda inebetito come se gli avessi chiesto chissà che cosa e dopo un assordante silenzio di sei secondi sei (vedi http://www.youtube.com/watch?v=izlNf5trmJw) , ti risponde con la più deludente delle banalità. Ma questa è un’altra storia che magari in certe curve nemmeno è arrivata.


Gli insulti contro Balotelli lanciati nella partita contro l’Udinese erano già di per sé stupidi e poco comprensibili. Parte dell’opinione pubblica ha cercato subito di etichettarli come “razzisti”, anche se tali non erano. Il danno subito dalla Juventus va oltre la multa comminata dal giudice sportivo. Si tratta per qualcuno dell’occasione giusta per puntare il dito mettendo in difficoltà la società ed eruttare i soliti luoghi comuni che sappiamo quanto importanti possano essere nel cortile di certa informazione. Non si può pensare che chi segue la Juventus da uno stadio all’altro in tutta Europa non abbia percepito quanto pericolosi possano essere specie oggi certi cori. Passano solo tre giorni e questa volta gli insulti partono addirittura in eurovisione da Bordeaux con tanto di venatura razzista. E’ sembrata una mitragliata sparata addosso a tutti, non solo al presunto bersaglio. Un ragazzo di 19 anni con “la colpa” di essere parecchio arrogantello esce da questa vicenda come un martire e l’ultima cosa a cui pensare è il colore della sua pelle o quello della maglia che indossa quando gioca a pallone.


A fare le spese di certi cori idioti è tutto il movimento juventino che paga come società, ma che rischia ancor di più di essere ancora una volta sepolto da un clima forcaiolo agitato da tutti quegli addetti ai lavori alla ricerca del solito pretesto. E allora? Siamo di fronte a una stupida ed inutile provocazione o a magari abbiamo a che fare con un’azione premeditata? Troppo facile pensare che sia veramente Balotelli il banale bersaglio di tanto livore. Gli insulti di Bordeaux fanno invece pensare che ci possa essere anche qualcosa di premeditato quale alternativa alla stupidità. Si tratta di un messaggio? E se sì, di che tipo? Non ci è dato conoscere il motivo dell’eventuale contendere, ma si tratta di un’arma a doppio taglio che, se continua ad essere agitata, rischia di fare molto male alla Juventus, vero e proprio ostaggio di una simile situazione. Il paradosso della vicenda è che è proprio la Juventus stessa ad essere la vittima di tutta questa vicenda in cui si scatenano anche speculazioni politiche, con partiti che parlano dei cori su Balotelli come sintomo di “allarme sociale” addirittura legato “a una brutta ondata di razzismo e xenofobia che sta contaminando l’Italia”. Ma è vero che comunque il problema è sociale ma non quello a cui fa riferimento la demagogia spiccia della politica, bensì quello inteso come capacità del sistema di evitare che accadano certi episodi che non succedono solo nella curva bianconera, ma che per esempio sabato scorso hanno riguardato anche Bologna. Dopo aver segnato il gol, il ditino silenziatore di Balotelli si è alzato provocatoriamente a zittire la curva bolognese che, evidentemente, non stava applaudendo l’autore della marcatura. E se non si tratta di Bologna e Torino scagli la prima pietra chi è senza peccato.


Il “se saltelli muore Balotelli” trae origine dal “se saltelli muore un altro Agnelli” che certe curve hanno cantato senza che nessuno si scandalizzasse. Che dire poi di quelle tifoserie beatificate dai media che hanno inneggiato ai 39 morti dell’Heysel augurando la stessa fine a Pessotto. Il problema non può riguardare la Juventus dunque, ma semmai sono le dormienti istituzioni del calcio italiano che devono, una volta per tutte, affrontare con efficacia un problema che arriva da lontano. A nulla serve una legge sportiva che punisce le società con ammende pecuniarie e con squalifiche di interi settori dello stadio quando non di tutto lo stadio. Le stesse società sono di fatto ostaggio di certi comportamenti di chi certi cori li comanda sapendo comunque di restare impunito. Le società di calcio andrebbero invece aiutate da una legislatura sportiva che le supporti a ripulire le proprie curve da quegli elementi in grado di condizionarle tanto negativamente. Solo così si realizzerà quel sogno, ancora un po’ utopistico, di riportare allo stadio davvero le famiglie oggi facili prigioniere del comodo calcio in tv.

 

Nicola Legro  27.11.2009




Qui è tutto buio...

di Alessandro Polimanti



 

Cavolo che fortuna,

Papà  ha trovato i biglietti per la finale di Coppa dei Campioni...

e me ne ha regalato uno per il mio 11esimo compleanno…

 

            Non vedo l’ora che si parta,  già mi immagino lo stadio pieno, i cori

e le maglie bianconere che scendono in campo...

 

            Finalmente vedrò Tacconi, Cabrini, il Capitano Scirea e poi lui…

le Roi, il Re… Michel Platini... che emozione.

 

            Papà mi ha raccontato che l’ultima volta non è andata bene…

che quelli dell’ Amburgo erano entrati più volitivi e alla fine la coppa l’hanno presa loro…

 

            Spero non sia così anche stavolta… anzi no… non sarà così stavolta, me lo sento…

anche se sono un bambino, se ho solo 11 anni, certe cose non hanno età.

 

            Finalmente si parte, il viaggio è lungo, ma non ci si annoia mai tra scherzi, barzellette,

e i cori per la nostra Juventus... che spasso.

 

Eccoci !!!  Siamo arrivati...stanchi ma senza essere stanchi davvero,

perchè l’emozione mi tiene sveglio... saranno 15 ore che non dormo…

 

Mamma mia che brutto lo stadio... sembra una rovina dell’antica Roma….

e quanti poliziotti a cavallo… dicono che  il nostro settore, lo zeta, è vicino agli inglesi…

dicono che questi hooligans sono pericolosi che bevono…

 

Ma io non ho paura, no… ho con me il mio Papà...non può succedermi niente...

 

….e poi io e il mio papà, per fortuna, siamo dall’altra parte…

 

Evvai… da qui vedo benissimo il campo...ma quando inizia ?

Sono già stufo di aspettare… dai che ormai manca poco…

 

E ora che succede ????

Perchè quegli inglesi stanno prendendo a calci le reti ??

E perchè ci tirano addosso di tutto ???

Che non vedono che qui ci sono solo famiglie e gente tranquilla ????

 

Oh… ma che spingete ???

Fermi, fermi… qua’ c’e’ il muro… non posso andare più in là….

 

Papà, ti prego fa qualcosa…

 

Papà mi stringe a sè... cerca di proteggermi…

di farmi da scudo col suo corpo… uff, non riesco a respirare…

 

Basta !!! Smettetela di spingere….fate piano…

SONO UN BAMBINO IO!!!

             …………….

 

Finalmente... è finito tutto…..sembrano tutti calmi, ora…

 

C’è silenzio… tanto… e intorno a me è rimasta solo poca gente…

...saremo una quarantina… compresi me e papà...

 

1, 2, 3……39…..ma tutti gli altri dove sono ????

 

E la confusione di prima ???

 

E lo stadio ???

 

Ora sto meglio…..ma non vedo più niente…

…..qui è tutto buio………

                   

                                                  

di Alessandro Polimanti  19/11/2009

 

Dedicata a Andrea Casula che nel 1985 aveva solo 11 anni….

E a tutti gli altri 38 Angeli.

 

NOI NON VI DIMENTICHEREMO MAI !!!





Salve,
Volevo solo dirle che ho recentemente parlato con il fidanzato di mia cugina, un fiorentino DOC con la effe maiuscola sia per luogo di nascita che per passione sportiva, per chiedergli chiarimenti riguardo questa spiacevole situazione e come speravo mi ha riferito che il fenomeno esiste ma è portato avanti da una piccola parte della tifoseria viola estremista (lui escluso ovviamente), tant'è che quando incominciano a cantare i cori il resto dello stadio li fischia, perciò non c'è da preoccuparsi: non si tratta di un movimento di massa come alcuni cercano di far credere per aizzare rivalità storiche. Per fare un esempio sulla diffusione e l'importanza che viene data a tale obbrobrio possiamo paragonarla al caso Cannavaro ossia una manifestazione degli ultrà non condivisa dalla maggior parte di noi. Da tifoso della vostra stessa squadra le posso solo dire di mantenere i documenti che ho visto nel suo sito (spero che abbia scaricato e salvato anche il video che ora è stato rimosso) nel caso la situazione degenerasse ma non credo assolutamente che ciò avvenga. Inoltre la prego di diffondere questo buona notizia sul suo blog e/o sui forum che frequenta perché io non ho molto tempo da dedicare al web e ci tengo tanto. Infine le chiedo cortesemente di rispondermi perché non so se ho preso l'indirizzo giusto.

Grazie in anticipo per l'attenzione concessami.

Gianfranco D'Onofrio  4/11/2009


 
Fratelli d'Italia
Un tifoso viola ed uno bianconero insieme contro la violenza
 

Ciao Mimmo, ho scritto una lettera a varie redazioni di siti web e radio ed al sindaco di Firenze :

Salve,
sono un tifoso della Fiorentina seriamente preoccupato per l’imminente incontro
Juventus-Fiorentina. La scelta di gemellarsi con il Liverpool, che personalmente non ho condiviso perché facilmente mal interpretabile, sta avendo i prevedibili effetti nella tifoseria juventina, che non è rimasta ferma a guardare.

Tra trasmissioni TV, forum bianconeri e persino forum del Liverpool, sta passando l’infamante idea che l’intera tifoseria fiorentina abbia simpatia nei confronti del club inglese per via dei tragici fatti dell’Heysel.
Non ho dubbio che una esigua parte dei nostri tifosi possa effettivamente aver gioito per il gemellaggio con il Liverpool proprio in riferimento a quella tragedia, e che possa adesso approfittare della cassa di risonanza del prossimo match per uscire dallo loro misera ombra.
Già immagino che la prossima partita rischi di diventare più che un incitamento ai colori viola, una provocatoria e ingiustificata esaltazione del Liverpool e perfino la riproposizione di un vergognoso coro che tutti noi ben conosciamo.
Per questo motivo vorrei che fosse lanciata l’idea che, in occasione della partita con la Juventus, apparisse per la prima volta uno striscione in memoria di 39 persone che non ci sono più, diverse da noi solo per fede calcistica e nulla più. Credo che sia una grave lacuna che ciò non sia mai avvenuto in 24 anni, e questa potrebbe essere l’occasione giusta.
Firenze sta facendo impensabili passi in avanti per riportare il calcio a quello che è, ovvero semplicemente uno sport, ma rischiamo uno sputtanamento (passatemi il termine) che difficilmente potrà essere messo da parte.
Vi chiedo pertanto, se condividete l’idea, di farvi voi promotori di una iniziativa collettiva che credo possa rispecchiare il pensiero del 99.9 % dei tifosi.

Forza Viola.


Alessio   5/10/2009

Fonte: VIOLANEWS.COM



Gentilissimo Alessio,..Vorrei che facessimo qualcosa insieme per rimediare a questa vicenda. Ti rinnovo l'invito a scrivere per il mio blog quando vuoi, quello che vuoi. Troviamo un modo per fare parlare civilmente i nostri tifosi, un ponte tra forum... Grazie. Mimmo

Gentili tifosi della Viola,

mi permetto, pur con un pizzico di soggezione, d'invadere lo spazio che comunemente utilizzate per gioire e soffrire per la vostra gloriosa squadra.

Sono un tifoso Juventino che non ha mai dimenticato l'Heysel, a differenza di molti altri dirigenti e tifosi della sua stessa società e che giudica quel trofeo niente di più di un numero beffardo nelle statistiche.

Sono anche il tifoso che giudica i cori e le canzoncine su Superga, Baretti e l'Heysel, una fiera della imbecillità che accomuna i suoi mentecatti in un colore solo, quello della vergogna.

Credo, però, fra Italiani, ce l'abbia anche il dolore, un pane raffermo di condivisione.

In questi giorni sono divampate polemiche che riguardano il gemellaggio della vostra tifoseria con il Liverpool, poichè non è sembrata ben chiara la motivazione al popolo bianconero, ma soprattutto a quella parte del nostro tifo che custodisce nel cuore la memoria degli "angeli di Bruxelles", come fossero morti della propria famiglia.

Anche io sono tra questi, pur non essendo mai riuscito ad odiare il Liverpool, perchè è da sempre la mia squadra inglese preferita. Sportivamente, quindi, posso condividere il fascino che suscita nel vostro immaginario di grande tifoseria, quale siete da sempre. Viscerale e generosa, in amore ed odio.

Comprendo allo stesso modo come la Juve si possa,tanto amare quanto odiare allo stesso modo ed in latitudini diverse della penisola e del gusto personale. E' insita nella natura del calcio, delle cose e dello sport, in generale, la sana rivalità fra alcune tifoserie.

Il problema, dunque, per quanto riguarda me, ideatore del museo virtuale multimediale
www.saladellamemoriaheysel.it, che vi invito ufficialmente a visitare tutti, non è il gemellaggio in sè, ma proprio la comunicazione sulle motivazioni dell'evento da parte vostra.

Io mi sarei aspettato dalla Fiesole, durante la partita con i Reds, uno striscione, anche piccolo, piccolo, in memoria dei nostri caduti,proprio al fine di scampare qualunque ambiguità in merito alla nuova amicizia con gli Inglesi. Ciò, purtroppo, non è avvenuto ed al momento ne ignoro francamente le motivazioni recondite.

Per questo, pur sapendo che i caduti di Bruxelles appartengono fisicamente soltanto alle famiglie dei loro cari, ho provato ad immedesimarmi nel loro pensiero storico scrivendo di getto una lettera immaginaria rivolta alla Curva Fiesole. Si tratta di un mero espediente letterario che in qualche passaggio potrà anche sembrarvi duro ed aggressivo nei vostri confronti, ma non è rivolto a tutti i tifosi fiorentini, nè alla città di Firenze, che amo da Italiano, ma soltanto a quella minoranza becera, tra di voi, mi auguro sparuta, che non ha mai portato il rispetto dovuto ai nostri martiri e li ha irrisi in tutti gli stadi d'Italia.

Sono certo che proprio la curva Fiesole in maggioranza sia assemblata da uomini e donne degni di stima e di grande umanità e non la fraintenderà. L'occasione del prossimo match in programma all'Olimpico di Torino ci pone davanti ad un gesto di grande responsabilità per evitare altri scontri dialettici e non solo.

Mai più un altro Heysel...

Il tempo di onorare i 39 caduti dell'Heysel è ancora propizio e foriero di un gesto di civiltà e fratellanza da parte vostra. Lo attendo, senza ipocrisie, molto semplicemente, nella prossima partita del 17 di Ottobre.

Sportivamente...

Domenico Laudadio   5/10/2009  



"Quell'eroe solitario e tenace dei blog"

Così Giampiero Mughini ha celebrato Stefano Discreti, blogger noto sul web come Montero77.   La stima e  la simpatia che provo per Stefano, vulcano di parole e di juventinità  mi porta a farmi battezzare proprio da lui, "voce di uno che grida nel deserto", nel mondo della libera comunicazione del web. Prossimamente Stefano ci racconterà in prima persona la sua esperienza e cosa si prova ad esser definito "eroe" da Mughini, nella trasmissione televisiva "controcampo".  (D. Laudadio)


da pag 45 a pag 46 del libro di Giampiero Mughini "Juve, il sogno che continua" :

…..O ancora quell’eroe solitario e tenace dei blog, il trentenne romano Stefano Discreti.
(http://stefanodiscreti.blogspot.com/) Un pezzo di ragazzone che un giorno si e l’altro pure invia sul Web un paio di paginette sugose di notizie e commenti filojuventini, e intervista questo e quest’altro, e replica polemicamente a questo e quest’altro, e che in tutto questo ci mette una grazia oltre che la sua furia di tifoso che è stato vulnerato nel cuore... Tanto che uno dei migliori giornalisti sportivi italiani, Roberto Beccantini, lo ha definito “il Furino del Web” da quanti tackle Discreti porta all’avversario e non vuole lasciarselo sfuggire, e anche se il giocatore juventino da lui prediletto è  l’uruguagio Paolo Montero, e difatti su internet si firma “Montero77”.

Allevato dal padre “a pane e Juve”, cresciuto in una periferia romana alla maniera di quelle raccontate da Pier Paolo Pasolini, i suoi coetanei romani e romanisti le balle gliele rompevano ogni giorno a ricordargli la fellonia dell’arbitro che aveva annullato il gol di Ramon Turone in un Juve-Roma degli anni Ottanta che sarebbe stata decisiva per lo scudetto.
Quanto è facile tifare la Juve un corno, almeno nel suo caso, di uno che vive a Roma. E siccome a lui piace stare in minoranza, ci è andato a nozze nei mesi in cui i giornali recitavano in coro le querimonie anti-juventine e anti-Triade (“Mai ho amato la Triade così tanto come allo scoppio di Calciopoli”). Lui solo contro tutti.
Ovunque ci fosse da difendere la Juve, lo ha fatto. Sui giornali, le radio private, le tv locali, su siti e portali juventinologi vari. A gratis.
Tanto da andare perfino a duellare con Carlo Verdelli, il direttore della “Gazzetta dello Sport”, il quale ad un certo punto s’è lamentato che quello di Discreti e degli altri internauti juventini fosse un attacco “di tipo squadristico” al suo quotidiano. Accusa da cui Discreti s’è difeso botta su botta, fino al colpo finale. E cioè che suo padre, da cinquant’anni un lettore della “Gazzetta”, non la comprerà mai più perché la reputa di eccessi anti-juventini. Al che Verdelli ha replicato che durante il campionato 2006-2007 lui aveva addirittura tifato Juventus.

da pag 65 a pag 67 del libro di Giampiero Mughini "Juve, il sogno che continua" :

…Fatto è che quando l’avvocato difensore della Juve, l’11 Luglio 2006, aveva espresso per la prima volta in tv la sua opinione che una “pena congrua” per la Juve fosse l’essere scaraventata in B con dei punti di penalizzazione, quel tipaccio di cui vi ho narrato prima, il trentenne Stefano Discreti da Roma, lo ascoltò e ne ebbe un colpo al cuore. Da un tifoso così totale e indomito che cosa ci si può aspettare? Di tutto. Che andasse sotto lo studio torinese dell’avvocato Zaccone a bucare le gomme della sua auto; che gli imbrattasse offensivamente le mura di casa; che attentasse ai suoi beni e ai suoi cari. No, il dolente tifoso juventino Stefano Discreti non fece nulla di tutto questo. Andò a guardare nelle Pagine Gialle, trovò l’indirizzo dello “Studio Zaccone” a Torino, e scrisse questa lettera toccantissima: “Illustrissimo avvocato, chi Le scrive è un tifoso juventino a cui hanno rubato l’anima. Non riesco più a credere niente. Mi hanno portato via tutte le passioni. Mi vogliono fare credere che tutto era falso. Io non ci sto. Ammetto che ci sono stati dei comportamenti deontologicamente sbagliati, ma la Juve non ha mai rubato niente, e tutto quello che ha ottenuto l’ha fatto sul campo. Noi tifosi non chiediamo l’assoluzione. Se ci condanneranno in un giusto processo accetteremo la pena. Ma solo se avremo lottato fino all’ultimo grado di giudizio…..”.
Che fa l’avvocato Zaccone, cestina la lettera, scocciatore più scocciatore meno di cui sbarazzarsi? Nemmeno per sogno. Da gentiluomo qual è, risponde a tamburo battente. Solo che usa argomenti immensamente diversi da quelli che userà quattro mesi dopo innanzi agli sventurati azionisti della Juve. Risponde così: “Caro Stefano, Lei ha perfettamente ragione quando scrive che la società non ha fatto nulla di illecito: purtroppo, come Lei sa, ci sono stati comportamenti sbagliati dei suoi dirigenti; e di questi comportamenti, per la legge sportiva, la società deve inesorabilmente rispondere. Io ho detto chiaramente in ogni sede e quindi anche alla commissione che non possiamo essere trattati diversamente dalle altre squadre, perché i comportamenti dei nostri dirigenti sono stati identici a quelli di Lazio, Fiorentina e Milan. Anche la società è di questo avviso e quindi non accetteremo un trattamento diverso e peggiore, facendo ogni ricorso in ogni possibile sede”.
Questo sì che è un ragionare da avvocato difensore. Solo che le cose sono poi andate come sono andate. Che il macigno della sentenza anti-Juve di primo grado viene interamente confermato nella sentenza di appello, la cosiddetta “sentenza Sandulli” (e a parte la riduzione dei punti di penalizzazione, da 30 a 17). Questo mentre tutte le altre società la scampano alla grande e restano tutte in A, con dei punti di penalizzazione talvolta irrisori (Milan) e talvolta mica tanto (Fiorentina). Non c’è paragone tra il massacro simbolico e materiale della Juve, di cui viene distrutta la squadra titolare e di cui viene messa a rischio la stessa sopravvivenza economica, con gli scappellotti bonari affibbiati a Milan, Fiorentina, Lazio. “Ci sono margini per ridurre la penalizzazione della Juve. Restare in A? Non esageriamo” così s’era espresso Zaccone alla vigilia della sentenza d’appello. E invece Milan, Fiorentina e Lazio, squadre e società che evidentemente non hanno paura di “esagerare”, in A ci restano. A parità di pecche con la Juventus, almeno stando al ragionamento di Zaccone nella sua lettera a Discreti. E allora come la mettiamo, caro avvocato difensore?

Giampiero Mughini





Tre anni fa, questa mattina

di Roberto Robba


Ho gli occhi pesti ed il deserto del Sahara è una valle fertile rispetto alle mie ghiandole lacrimali. La notte passata in bianco ed ora di nuovo al lavoro, coi colleghi che mi danno del ladro. Ed io in giacca e cravatta che sto per esplodere e mi trattengo con la forza della disperazione.

Ruperto, la sera prima, ha sentenziato: revoca dello scudetto nel campionato 2004-05, non assegnazione dello scudetto 2005-06. Retrocessione in serie B con penalità di 30 punti. Luciano Moggi 5 anni di inibizione così come ad Antonio Giraudo.

Io sono là la sera prima, in corso Galfer, davanti alla sede: pochi tifosi, tanti giornalisti e telecamere, ed i nuovi dirigenti chiusi dentro i loro uffici. L'atmosfera non è affatto pesante, tira vento di rassegnazione, perchè la campagna anti Goeba a base di intercettazioni telefoniche, nei giorni precedenti, è riuscita ad azzerare la nostra voglia di combattere convincendo i più che il nostro ex d.g., dimissionario, è la personificazione di Satana sul pianeta calcio.

Due settimane prima, sotto il sole cocente, migliaia di gobbi come me avevano marciato per chilometri per far sentire la voce del popolo bianconero,nell'unico gesto di amore spontaneo che ricordi la mia mente in favore della nostra amata Juve. Ora siamo poche decine: forse chi è presente, è conscio di essere lì per un motivo solo. Per condividere un dolore, nella speranza di farlo a fette e renderlo più piccolo.

Ma appena arriva la notizia, dopo i prevedibili cori di sfogo, ognuno di noi prende una strada diversa, col groppo in gola: chi va verso la fermata del tram, chi sale nella propria auto, per tornare a casa capendo che quel dolore lo deve vivere tutto, e che probabilmente, non passerà più. La sensazione è comune: soli e abbandonati, contro un nemico che non ha faccia e che si nasconde chissà dove, dobbiamo cercare di farcene una ragione per non impazzire, nella speranza, a dire il vero da me non condivisa, che la sentenza di appello ci sconti qualcosa.
Mi accendo l'ennesima sigaretta e vado alla fermata del quattro, mentre le ciglia iniziano ad inumidirsi: a casa mi attendono moglie e figlio, che mi vedranno distrutto, senza comprendere il perchè e quanto dentro di me, il cuore stia patendo.

Meglio, forse, per questa sera, rimanere soli. Avviso che tornerò a piedi, me la prenderò comoda, ripercorrendo, al contrario, il percorso della marcia del 1° luglio. Quel dì alla luce del giorno, ora nel buio della notte. Con la sciarpa al collo, cammino lentamente ed incrocio macchine che strombazzano ed i conducenti che mi insultano: c'è gente che gioisce del mio dolore, la nemica di sempre ha avuto il giusto, è notte di festa per chi non ha mai vinto niente.

Ma a dire il vero, in quel momento, gli sfottò non mi infastidiscono perchè la mia mente torna improvvisamente a pensieri fantastici, alla notte di Champions a Roma con i miei amici di sempre, ebbro di gioia, con una latta di birra in mano. Ora quella latta è schiacciata, in terra, la sto prendendo nervosamente a calci e gli amici non ci sono più, sono a casa loro, ognuno col proprio dramma.

Ora mi trovo alla mia sinistra il Comunale, casa mia si avvicina e proprio lì, proprio in quel momento, capisco che ora, più di sempre, la Juve è il mio amore. E un vero amore non si scorda mai, nè lo si abbandona. Andrò di nuovo allo stadio, a vedere la B, compagno nel dolore, con la speranza di risorgere più forte di prima. A vedere Buffon, Zebina, Balzaretti, Zanetti, Boumsong, Chiellini, Camoranesi, Marchisio, Trezeguet, Nedved e Del Piero, più i vari Mirante, Paro, De Ceglie, Giovinco, Venitucci, Palladino, Bianco, Giannichedda, Marchionni, Legrottaglie, Bojinov, Birindelli e Zalayeta guidati da Didier. La Juve che resterà per sempre come la più cara, la più bisognosa di affetto, la mia Juve.

Prima di mettere le chiavi nella toppa, passo davanti alla sede dei Drughi: la luce è spenta, non c'è nessuno. Questo dolore è proprio intimo, non condivisibile, andiamo a casa. Sul pianerottolo, allungo l'orecchio: i miei dormono, non disturberò, non mi vedranno affranto, una doccia mi aiuterà a ripulirmi da tutti gli insulti ricevuti nel lungo percorso a piedi.

Niente, anche sotto l'acqua, il pensiero è sempre in quella direzione.La Vecchia signora è in serie B. Ed io con lei, con l'onore infangato e la voglia di spaccare tutto.

Roberto Robba   20/07/2006

Oggi, questa mattina: ho gli occhi vispi e le mie ghiandole lacrimali lubrificano sufficientemente i miei occhi. La notte è passata serena ed al lavoro, i colleghi, di meno rispetto a prima, continuano a darmi del ladro. Ma tutti, juventini e non, una cosa l'hanno capita. E' stata tutta una sceneggiata per colpire i più forti. Ma che forse, più di tutto, ha colpito il cuore di chi, come me, ama la Juve oltre ogni cosa. Il cuore di chi, come me, mai, dico mai, questo dolore in omaggio potrà cancellare.

Roberto Robba
  20/07/2009


                
10 domande, ora, ve le faccio io
A tutti i media sportivi

di Massimo Zampini

Da qualche giorno su uno dei principali quotidiani italiani si legge la netta rivendicazione, in difesa di una stampa libera, del diritto di porre 10 domande scomode a chiunque, anche al Presidente del Consiglio. In difesa della libertà di opinione, allora, rivendico il diritto di porre 10 domande anch'io, sul campionato di calcio.  A loro, ai media, che di solito le domande le fanno e non le ricevono. Certo che mi risponderanno punto su punto, come si usa fare in democrazia.


1) Tre anni fa ci avete detto, per un'estate intera, che era finita l'era dei campionati senza storia. Stava nascendo un nuovo calcio, avvincente fino in fondo. Finalmente ora tutte le squadre avrebbero avuto le loro chances, visto che ora il potere era finalmente distribuito equamente, anzi quasi casualmente.
Da allora sono passati 3 anni, e vince sempre la stessa. Due volte su tre con varie giornate d'anticipo, senza mai un briciolo di suspence. E sono 48 giornate che questa squadra non subisce un rigore contro. Che brividi, vero?

2) Continuate a scrivere che l'Inter ha vinto 4 scudetti consecutivi. Ieri tutti i principali quotidiani hanno parlato di record, perchè 4 scudetti di fila non li vince nessuno da una vita. Ora, ci credete davvero o è una cosa scrittà così, tanto per fare contento Moratti?

3) Leggiamo su diversi quotidiani che uno dei motivi delle vittorie interiste starebbe nel fatto che finalmente l'Inter, avendo imparato a gestire in modo più oculato le proprie risorse, ora punta sui giovani come Balotelli e Santon.
Gli acquisti plurimilionari di Quaresma, Mancini, Suazo e compagnia, uniti ai tanti milioni annui pagati tuttora a Roberto Mancini, che comportano bilanci con passivi enormi, invece, non vi ricordano il Moratti dei 15 anni senza tituli ?

4) Errori arbitrali. Finalmente in buona fede, si può leggere ovunque. Come a dire, prima no, ma ora si sbaglia così, contro tutte e tutti. In tutti questi anni di calcio truccato, in cui si discute da 11 anni sul contatto Iuliano-Ronaldo come se fosse qualcosa di inenarrabile, scandaloso, inaccettabile, avevate mai visto un errore come il gol di Maicon, concesso a Siena in un momento delicato del campionato?

5) Mourinho, proprio nella celebre intervista degli zeru tituli, ha detto che la Juve aveva tanti punti grazie ad errori arbitrali. Davanti a lui, ovviamente, tutti zitti ad ascoltare in religioso silenzio. Qualcuno di voi avrà mai il coraggio di fargli notare che, discorso Juve a parte (stendiamo un velo al riguardo, sugli arbitraggi della Juve post calciopoli) l'Inter non ha un rigore contro da una vita e tra gol di mano e gol in fuorigioco spadroneggia da qualche anno anche da quel punto di vista? Un giorno avremo la fortuna di assistere a qualche domanda del genere?

6) Leggiamo e sentiamo ovunque (Tuttosport a parte) grandi difese di Ranieri, che con quel materiale non poteva fare di più, che è un signore, che non ha colpe, ecc ecc.. Perfetto, allora siate chiari: di chi è la colpa se la Juve si gioca il quarto posto con la Fiorentina, 3 anni dopo calciopoli? Della proprietà, che ha messo una dirigenza poco esperta nel periodo più delicato della storia della Juve? Della dirigenza, che ha sperperato soldi, parlato troppo e reso fragile un ambiente storicamente granitico? O magari dei tifosi, i soliti juventini viziati, che 3 anni dopo la B vorrebbero qualcosa in più della lotta per il terzo e quarto posto?

7) Capitolo doping: 11 anni fa ci furono le denunce di Zeman sui muscoli di alcuni giocatori, poi sono partiti i processi: alle polemiche dei tifosi juventini ("perchè controllano e processano solo noi?") la risposta era unanime: ora c'è questo processo, poi indagheremo su tutte le altre, è un problema che non riguarda solo la Juve, ma la salute di tutti gli atleti. Ecco, 11 anni dopo, come stanno andando le vostre inchieste a tutto campo sul doping?

8) Siete durissimi con Moggi, che per alcuni di voi dovrebbe addirittura tacere, e magari vergognarsi a vita. Allo stesso tempo, siete prodighi di complimenti verso la Lazio di Lotito, il Genoa di Preziosi, la Fiorentina di Della Valle. Ricordate per caso se anche qualcuno di loro ha dato vita a qualche piccolo scandalo?

9) Stadi semivuoti, calcio mediocre, interesse all'estero per il nostro campionato mai così basso, vendite e share di quotidiani e programmi tv in calo.
Strano, per un calcio nuovo e finalmente pulito, che dovrebbe quindi accendere l'interesse di tutti, in Italia e non. Come ve lo spiegate?

10) Buffon; Zambrotta Thuram Cannavaro Chiellini; Camoranesi Vieira Emerson Nedved; Trezeguet Ibrahimovic. Più Del Piero, Mutu e compagnia. Se la Juve non avesse dovuto rifondare la squadra causa forza maggiore, in che anno avrebbe vinto l'Inter il quattordicesimo scudetto?

Forza Juve. I love football.

Massimo Zampini  18/05/2009



Un sogno che diventa realtà Meringhe galattiche

di Roberto Robba

L'altra sera, a notte fonda e con l'adrenalina in corpo, la gola secca e una voglia irrefrenabile di spalancare le finestre e urlare al mondo la mia goduria, ho messo il pigiama e mi sono infilato sotto le lenzuola.

Come un bambino, ho rivisitato nella mia mente tutto ciò che gli occhi avevano visto poche ore prima e il mio cervello elaborato, ho riassaporato le emozioni che il mio corpo aveva provato ed il cuore immagazzinato.

E di colpo la memoria è tornata al giorno in cui andai a prenotare l'abbonamento senza sapere in che serie avremmo giocato, o se il mio Amore sarebbe sopravvissuto.

Il giorno, a dire il vero, in cui la mia fede più si fece sentire, lo stesso giorno del bandierone fuori dal balcone, quando in tanti, anche conoscenti, come fece Pietro con Gesù, disconoscevano e rinnegavano la fonte di tante gioie e brividi indescrivibili.

Quel giorno mi sentii come un vitello che va a farsi marchiare: sì, anche chi non mi conosceva doveva sapere che quella era la casa di un gobbo, di uno sporco ladro e che dentro di essa c'era gente che aveva gioito con l'inganno, gente sporca, juventini bastardi.

Con un dolore dentro che porto ancora oggi e che mai potrà passare, alzai la testa con più orgoglio. Con gli amici, con mio figlio piccolino, al lavoro, con la certezza che prima o poi, quelle stesse persone che mi stavano ferendo, quelle stesse "autorità" che vedevano nei dirigenti juventini il male del calcio, si sarebbero dovuti ricredere, avrebbero dovuto sbugiardare se stessi e smascherare il loro inganno.

Ecco, nel mistero del sogno, ieri notte, forse già nel dormiveglia, ho intravisto un convivio di giudicanti dell'epoca farsopoliana seduti ad un tavolo stracolmo di candide meringhe.

Ed io che entravo con la maglia della Juve di quando ero bambino, invitandoli ad assaggiare quelle meringhe, candide come la neve. Ma io non mangiavo, li guardavo abbuffarsi e riempire le loro panze, che si riempivano anche della mia astinenza. Li vedevo ridacchiare e darsi pacche sulle spalle, non degnandomi di uno sguardo.

Ma nel sogno, c'era qualcosa che non capivo, che mi sfuggiva: sì, eravamo a casa mia, a casa del gobbo bastardo, quello che aveva sventolato bandiere senza averne diritto, quello che doveva soffocare le proprie urla di gioia, quello che le sfilate non le doveva vedere neanche col binocolo...

E di colpo, acceso il Tv del salone, lo sbigottimento generale dei commensali che vedevano apparire sul teleschermo le immagini del pallone della Champions ed i volti di Pavel e Alex, schierati prima del fischio d'inizio. Un pallore funereo si impossessava delle loro espressioni ed un terreo silenzio piombava nella casa maledetta al posto delle risa sguaiate di pochi attimi prima.

Nessun commento alle immagini TV, solo il vociare indefesso dei nostri tifosi.

Ma come?! Esistono ancora? E se esistono ancora, cosa ci fanno lì? Non avevamo sacrificato le vacanze due estati fa per toglierceli una volta per tutte dalle scatole? A Madrid, cosa ci fanno a Madrid?

Ed io col vassoio in mano, silente, ad offrire galattiche meringhe. Il tempo vola, iniziano a bisticciare tra loro, fino a quando Alex prende la palla, si invola verso Casillas e di colpo si ferma. Si volta verso di noi e mi ordina: Bob, offri ai signori un'altra meringa. Aspetta che tutti si mettano in bocca il succulento dolce e scaglia il tiro del gol. Il gol della resurrezione, che fa andare di traverso a tutti, dico a tutti, la meringa galattica, fino a farli soffocare.

Poi esce dallo schermo, tutto sudato, e abbracciandomi dice: "Questo gol è per te e per tutti quelli che non ci hanno abbandonato. Faremo trovare tanti tavoli imbanditi a festa, ricolmi di galattiche meringhe, in tutte le case di chi si sente profondamente gobbo, marchiato come ladro." Per ritornare immediatamente dopo dentro al televisore a farsi abbracciare dai compagni in festa.

Un sogno, uno splendido immaginario sogno, che sogno di fare veramente, prima o poi. Che dal Bernabeu, inizia ad essere realtà.

Forza ragazzi, al di là di dirigenze e allenatori, ricordiamoci di quanto abbiamo sofferto e di quanto abbiamo ancora in corpo. Uniamoci per un unico obiettivo: farla pagare, sportivamente parlando, a chi voleva che la Juventus, la più gloriosa società italiana, scomparisse dai campi di calcio e dalle proprie ossessioni calcistiche. Saremo tutti insieme, insieme al nostro amato Capitano, il loro inesauribile e invincibile incubo.

La loro dolcissima, galattica meringa.

Roberto Robba 2/11/2008


Un amore finito prima di cominciare, sciarpe e stendardi

di Roberto Robba

Cari dirigenti, nel luglio del 2006 sono stato tra i primi a sottoscrivere l'abbonamento quando volevano sbatterci in C. Sapete quale fu la risposta al dipendente Lottomatica (o Juve...) che mi disse di tornare più avanti, perchè forse la Juve avrebbe giocato in una categoria inferiore ed il prezzo sarebbe stato conseguentemente più basso?

"Si faccia i fatti suoi, sono dieci anni che non faccio la tessera. La Juve mi ha dato tante gioie e questo è l'unico modo che ho per ricambiarle l'affetto. Curva Nord, secondo livello". E la tessera, ritirata poi al Delle Alpi insieme ad un assegno di rimborso, mai incassato, fu mia.

Per vederla giocare
allo stadio con l'Albinoleffe, il Frosinone, il Mantova, il Rimini, dopo averla vista dominare in Europa l'Ajax, il Real Madrid, eliminare squadre del calibro di Bayern, Barcellona, e sovrastare in Italia tutti gli altri, ma sempre in TV, solo qualche trasferta all'estero per semifinali e finali di Champions (compresa Roma).

Vi ho sostenuto fino a poco tempo fa perchè mi ispiravate fiducia. Mi davate idea di voler intraprendere un corso nuovo spinti da eventi "misteriosi" che hanno falcidiato la nostra reputazione, la nostra gloria, il nostro onore, il nostro palmares, la nostra rosa, ma soprattutto i nostri cuori. Che foste "obbligati" a recitare una parte per cercare di sopravvivere. Avete rivisitato il sito della Società e rotto i ponti con tutto ciò che riguardava il recente passato, passando sul cadavere di una delle più gloriose bandiere bianconere: Roberto Bettega.

E già lì, la mia fiducia ha iniziato a venire meno, ma ho pensato che fosse necessario per la nuova immagine che volevate dare al club e pur con dolore, ci son passato sopra. Avete cercato altri soldi con la storia dei Juventus-Member, a cui ho aderito, per dare il mio contributo, ho rifatto la tessera in curva quest'anno, l'aumento di capitale, l'abbonamento a Juve-Channel, per dare il mio contributo concreto non di semplice tifoso, ma di vero e proprio sostenitore.

Ma ora mi sento tradito.

Con una Juve in questo stato, ci fosse la Vecchia dirigenza, coi soldi presi dall'aumento di capitale e da Mediaset, tanto per toglierci un pò l'amaro in bocca,
ci sarebbe l'annuncio entro le 19 di oggi di un campione vero, magari a giugno. E invece sento parlare Montali (ma che c'azzecca con noi un viola che di calcio non ne capisce nulla) di Comitati Sportivi e altre baggianate, lo sento svilire il suo D.S., lasciato allo sbaraglio in un mondo di lupi famelici che non vedevano l'ora di rifilarci i bidonazzi arrivati quest'anno, dire che il mercato è finito.

Ma lo stipendio per lui c'è, sto C.d.A., mamma mia, quanto ci costa...

La delusione ha preso il sopravvento. Mi avete nauseato.

Ho già vissuto il periodo della prima rivoluzione in società, con la Juve moderna di Montezemolo - Bendoni - Maifredi, che fece ridere mezzo mondo vantando in rosa campioni come Luppi (Grygera), Julio Cesar (Andrade), Magrin se non erro (Tiago e Almiron messi insieme) e tanti altri comprimari (Palladino su tutti, senza attributi e senza cuore).

Nonostante il tentativo di restaurazione, lo scempio compiuto in quel breve lasso di tempo, fece in modo che non vincessimo più nulla per un bel pezzo e che tanti campioni preferissero altre squadre, anche se in quel periodo il campionato italiano era la mecca per tutti i fuoriclasse stranieri, il cui sogno era proprio quello di sbarcare in Italia, mentre i nostri ad andar fuori neanche ci pensavano.

Quante le similitudini con la Juve di oggi, che si distingue però per l'orgoglio e la classe dei campioni che avete già trovato, presi da altri, e che riescono a trasmettere quella determinazione ai nuovi modesti (a parte Iaquinta) arrivati.

Nacque di lì a poco il calcio business, ma la Proprietà non cacciò più una lira, poi più un euro, e fino a quando non si mise gente competente a fare il proprio dovere, fummo tagliati fuori da tutto. Come Voi oggi: state facendo lo stesso sbaglio. In un mondo che è restato di serpi, sembrate le cavie che vendono nei negozi di animali e che servono da cibo per i pigri pitoni addormentati nelle teche delle case dei ricchi. Magari con buoni propositi, sembra che a volte vogliate portarvi la croce addosso di colpe mai provate, sembrando conniventi con chi ci ha assassinato.

Siate sinceri con noi: se siete spinti solo dal business e non portati dal cuore, sedete nel posto sbagliato. Non è ancora il tempo di un calcio italiano come il football in America, dove la gente si alza sul 30 pari a cinque minuti dal termine per andare a mangiare un hot-dog al bar. Questo non è un gioco, è una passione. Il sottoscritto, per esempio, si è svergato 20 ore di treno - sola andata - per andare a vedere perdere la Champions ad Amsterdam arrivando a destinazione alle 19, e ripartendo alle 24. La mia vescica e la mia prostata in quel viaggio volevano abbandonare il mio corpo.

Ma lo rifarei, altre cento volte, anche se mi dessero il 10% di vittoria.
Perchè? Perchè NOI siamo la Juve, non voi, con le vostre conferenze stampa da strapazzo. Voi il treno, un autogrill, un panino preparato il giorno prima e una birra calda, un pullman, non sapete cosa siano. Ed è proprio questo che non avete capito, la nostra incomunicabilità, su piani diversi, perchè se un briciolo ci aveste compreso, non ci avreste fatto incontrare i nostri più acerrimi rivali con la difesa di ieri sera.

I nostri boia, che vengono qui coi loro ragazzini a prenderci a gomitate in faccia, senza che nessuno di voi osi dire nulla. Ma ci siete o ci fate? Se ci fosse stato un certo Paolo Montero in campo, il correttissimo (educato dall'onesta - notizia di oggi - società nerazzurra) Balotelli avrebbe già capito ieri sera come ci deve comportare nel calcio che conta. E dopo quel gesto, gli auguro di fare la fine dell'Imperatore Adriano.

Sì, più della sconfitta, questo mi amareggia. Il vostro silenzio, la vostra impotenza, il vostro far finta di niente. Il vedere l'allenatore avversario lamentarsi ancora... Solo Mauro German ha fatto qualcosa di materiale sbagliando, inconsapevolmente, bersaglio.

Ed è ciò che percepisco oggi. Anche i nostri giocatori - soprattutto i nuovi -, come noi, non si sentono protetti, tutelati da chi dovrebbe farlo. Quelli di prima, nonostante tutto ciò che nessuno ha mai provato, quando serviva, erano severi, per educare, ma ti proteggevano, quando ti aggredivano senza criterio.
Voi avete l'elicottero, l'autista.

Ma ricordatevi di questo: anni e anni fa, c'era già chi aveva l'elicottero e l'autista, ma a differenza vostra, se fossero stati in panne entrambi, sarebbe salito con noi sul treno, perchè Lui la Juve l'amava davvero e ci faceva ammirare campioni come Sivori, Charles, Platini, Baggio, Del Piero, dando l'esempio.

Ho rivisto in un documentario i sorrisi e la classe della persona di cui sto parlando pochi giorni fa: Gianni Agnelli, seduto in tribuna. Il tuo di sorriso, caro Blanc, anche se causato dalla diatriba Saccani - Del Piero sulla posizione della palla a fine partita, mi sembrava invece il ghigno di un mercenario, profumatamente remunerato, con racchetta e bicicletta al posto di spada e cavallo... La nostra passione, il nostro onore, la nostra bandiera non meritano ghigni di questo tipo.

Nella finale di Champions a Roma Gianni Agnelli non riuscì, dall'emozione, a guardare i rigori. Andò al bar a bere un caffè, per poi gioire alle urla del popolo gobbo. Boniperti si fermava un tempo solo ed i derbies li evitava per non rischiare il coccolone. Tu caro Blanc, i coccoloni li vuoi far venire a me. Forse, ti dispiacerebbe aver perso un azionista, un abbonato a Juve-Channel, un abbonato allo stadio ed un Juventus Member. Non aver perso un tifoso.

Ma se non apri il portafoglio, o se i soldi li regali a chi vuoi tu (vedi Almiron e portoghesi vari più parametri zero da media classifica), l'anno prossimo, non mi freghi più, con tessere e boiate varie. E di tifosi e sostenitori ne vedrai sempre meno, perchè si sa, da bambini o tuo padre ti porta allo stadio e puoi anche avere la disgrazia di diventare del Toro o dell'Inter, od in genere tifi per chi vince.

Ma allo stadio, comunque io ci andrò sempre, dieci anni di assenza son bastati. Con mio figlio di quattro anni. Ad incitare chiunque indossi la magica maglia. Come ieri sera. E per vedere se continui a venire al Comunale con la sciarpa da curvaiolo. Quella no, Gianni Claudio Bianco, quella lasciala a noi, a te non dona. E sai perchè? Perchè ti manca il Nero.

Bianconeri si nasce, non si diventa. Ma ancora non capisci. Dopo la Sciarpa, lo Stendardo. Con tutto l'amore che comunque già provo per Willy, da ieri sera. Perchè per la Gobba io piango, tu ghigni.

Roberto Robba 1/02/2008   (Dal forum de "La Stampa")



LaJuvèunTango

ARCHIVIO "LIBERTANGO"
L'ospite è sacro