ARCHIVIO "LIBERTANGO"
L'ospite è sacro


Rispetto per il calcio
Il rigore assegnato alla Juventus nel giorno di S. Valentino riapre il sipario sul vespaio di dichiarazioni e schiamazzi mediatici che nel nostro paese prendono sistematicamente il posto dell'informazione sportiva. L'apparato tecnologico che i maggiori network e la RAI mettono a disposizione degli sportivi intesi come utenti e fruitori di un servizio nel momento in cui propongono le loro offerte nell'imminenza del nuovo campionato, si trasforma nella solita arma di chi cavalca strumentalmente il sentimento atavico dell’antijuventinità. Durante l'ultima fase del campionato di calcio italiano è accaduto che la Juventus abbia usufruito di alcuni errori arbitrali a favore. Una levata di scudi che non ha risparmiato nessuna delle emittenti televisive e delle maggiori testate giornalistiche italiane ha nuovamente urlato al complotto. Facendo il verso in maniera poco convincente ed elegante ad analoghi episodi trascorsi di ordinaria tristezza. A fantasmi di un passato che ancora è vivo e presente e attende di essere spiegato e ricostruito dentro aule di tribunale. La colpevole voce che con gesto spudorato intima al fischietto non l'errore, ma il favore, è riecheggiata dalle Alpi alle Piramidi. Il complesso sistema di telecamere svolazzanti e cavi, l'ambaradan di opinionisti più o meno qualificati a svolgere un servizio per chi con passione ogni anno mette mano alla tasca per seguire la sua squadra del cuore, si è ringalluzzito e ha riadocchiato la possibilità non di riscattare un passato orrendo e sguaiato, ma semplicemente l'occasione per rialzare l'audience. L'indice puntato contro il colpevole. Il colpevole sempre lo stesso. Anche quando naviga a sedici leghe di distanza dalla prima in classifica e ha i suoi bravi problemi a cercare di ritrovare identità e risultati. Una Signora dalla veste bianconera imbrattata dall'astio perenne e dal desiderio di vendetta di tutti coloro che non smetteranno mai di odiarla. Questa in sintesi la macabra sceneggiata ripetuta a reti unificate. Da oltre vent'anni. Un tempo nel quale si è lentamente spenta la credibilità di tutte quelle voci urlanti e di tutti quei presunti valenti esperti di calcio. Sarebbe facile assecondare la tentazione di scrivere che del vostro odio noi ci alimentiamo. Non è così. Ve lo lasciamo tutto. Semplicemente perché ci siamo resi conto che in questo paese ad essere uccisa, ad essere morta, non è la Juventus. La Juventus vive nel cuore di milioni di tifosi che la domenica (e a volte il martedì o il mercoledì o quando aggrada a chi con la Juventus si arricchisce o si garantisce il lavoro) siedono davanti alla televisione e, lungi dal recarsi allo stadio armati, si armano sì, ma di santa pazienza, per seguire la partita. Spesso con il famigerato e per nulla obiettivo né professionale commento di un duo celebre per manifesta fede avversaria. Ad essere uccisa è stata la deontologia professionale. Dei molti signori che senza averne diritto né capacità si dispongono giornata dopo giornata di campionato a fare un mestiere nobile che non esiste più. Il mestiere del giornalista. Gente dalla quale ci aspettiamo invano da anni che prenda in esame il gioco, le qualità tecniche dei calciatori, le statistiche e ogni volta riscopriamo capace soltanto di barattare la propria coerenza intellettuale con la mistificazione richiesta dal pubblico. Inadeguata non solo in virtù delle molte inesattezze propinate e della poco attendibile esternazione di idee, in quanto spesso se ne conosce l'indole di sfegatato tifoso, ma anche e soprattutto perché ci piacerebbe assistere allo stesso spiegamento di forze quando l'errore arbitrale non favorisce la Juventus, bensì le altre squadre che prendono parte al campionato. Tanto per fare un esempio, nel girone di andata, la stessa Genoa Juventus fu teatro di errori arbitrali ai quali i bianconeri seppero reagire riportando in parità una partita altrimenti persa. La differenza dov'è? Sta tutta nel fatto che non abbiamo assistito a nessuna dichiarazione di congiure e a nessuno spettro di cupole. Gli arbitri sbagliano e questa è la legge dello sport. Di quale sport, continuiamo a chiederci? Di chi o di che cosa è figlia questa interpretazione faziosa e odiosa del fatto sportivo? Di un gioco al massacro nel quale ad essere massacrati sono solo e sempre gli stessi colori? Continuate a definirci ladri, drogati, razzisti, adesso anche bestemmiatori. Non cadremo nella vostra trappola e non vi odieremo, ma da oggi dovete sapere quello che pensiamo di voi. Quante volte abbiamo dovuto assistere a goal messi dentro la rete con le mani e a rigori ottenuti per una rimessa della palla con la testa? Se la beneficiaria è l'Inter è regolare. Se invece è la Juventus, cambia tutto. Ma non sono forse gli stessi arbitri a dirigere le partite? Non sono le stesse le telecamere in campo? Le moviole? I giornalisti? Il designatore arbitrale e i vertici di un calcio che in questo paese sembra non guarire mai? Soffrire della stessa idiosincrasia congenita? Di un odio che in tanti riversano in un diffuso quanto ingiusto sentimento popolare? Che fine ha fatto l'obiettività? A cosa serve tutta questa tecnologia? Se il verdetto è sempre lo stesso e si scrive sulla pelle degli Juventini? Alimentate odio verso una squadra e dei tifosi che ancora oggi possono vantare l'unica bacheca italiana che comprenda tutti, ma proprio tutti i trofei che si possono vincere. Tutto questo fa male allo sport e alla nostra nazione, se vuole continuare a dirsi civile. Qualche volta, nel corso delle vostre trasmissioni e tra le righe dei vostri articoli, ricordate i nomi di coloro che hanno formato la nazionale di calcio italiana nel 1934, nel 1938, nel 1982, nel 2006, ma anche nel 1978, nel 1990 e nei molti altri anni nei quali si è distinta non solo per la vittoria, ma anche per la brillantezza e la caratura straordinaria dei suoi allenatori e giocatori, che hanno dismesso la maglia bianconera per indossare quella azzurra. Non aggiungete ai vostri errori l'incuria e la malafede della memoria corta. Restituite qualità alla vostra informazione. Restituirete non solo giustizia al popolo juventino, ma soprattutto a voi stessi dignità di uomini e di professionisti.
17 Febbraio 2010
Riccardo Molesti e Giuseppina Fiorito
Grazie ad Anna Orgogliogobbo, templare degli angeli dell'Heysel

Nei mesi scorsi era stata riportata, con grande enfasi, la notizia del gemellaggio proposto dalla tifoseria della fiorentina alla tifoseria del liverpool. Tutti i giornali hanno ammirato il grande senso di sportività dei tifosi viola ed hanno parlato di esempio per le altre tifoserie; a sostegno dell’iniziativa si sono scomodati questore e sindaco e le più alte autorità cittadine. I pochi che osavano porsi delle domande sul perché di un gemellaggio con il liverpool e non con le altre squadre incontrate dalla fiorentina nella Champions League e sul perché proprio con il liverpool protagonista della tragedia dell’Heysel , venivano zittiti immediatamente…la campagna mediatica messa in campo per “coprire” l’evento non doveva scricchiolare in nessun ingranaggio. La faccia pulita del tifo italiano, quella della collaborazione con la questura e dell’accettazione della tessera del tifoso che altri osteggiavano, doveva essere difesa ad ogni costo . E così è stato… Finchè……finchè a qualcuno ( leggasi Noi) è venuto in mente di andare in fondo alla questione gemellaggio fiorentina – liverpool…capirne i motivi..e mostrarne a tutti i veri scopi …. Noi ricordiamo bene che da sempre la tifoseria viola si è distinta per cori, striscioni e magliette inneggianti ai tifosi reds quali autori della più grande tragedia del calcio…quella dell’Heysel…e da subito abbiamo denunciato che il gemellaggio era stato concepito come dispetto ai tifosi Juventini e come tale era intriso di un senso vergognosamente infamante per la memoria dei 39 caduti dell’Heysel…
Ma troppo bello era l’esempio dei tifosi viola agli occhi di tutta la stampa , perché potesse essere macchiato da quello che è stato definito “vittimismo” o “senso di paranoia” dei tifosi juventini…e nessuno ci ha ascoltati!Nel frattempo i tifosi viola gongolavano e, senza neanche tanto pudore, consapevoli di aver ingannato tutti, si presentavano a Torino, alcuni di loro, con le magliette rosse con la scritta – 39 e pubblicando le foto ed i video su internet quasi a vantarsi dell’impresa…!! Altra indignazione da parte Nostra…altro silenzio da parte degli altri…..!! Ma fortunatamente oggi una notizia può essere diffusa senza bisogno di aspettare che il giornale la mandi in stampa previa censura….e partendo dai Forum, passando per Facebook i dubbi e le perplessità su questo gemellaggio sono arrivati fino a Liverpool .
http://www.facebook.com/group.php?gid=149934650635
http://www.facebook.com/group.php?gid=175464709685
La società del liverpool F.C. vittima in buona fede di questa farsa, aveva organizzato per la partita di ritorno del 9 dicembre, una coreografia in onore dei tifosi della fiorentina e, sulla falsa riga della campagna mediatica a sostegno di questo “esempio” di sportività italiana, molti giornali italiani avevano ripreso la notizia con malcelato orgoglio ricominciando a glorificare i tifosi viola.. Ma il giorno prima della gara la coreografia è stata annullata per scelta della stessa società Liverpool F.C. e nessuno di quei giornali che tanto spazio avevano dato all’evento ha rivelato i motivi ….ed ancora una volta tocca a Noi dire la verità. I tifosi del Liverpool dimostrando maturità e senso civico, discutendo con tifosi Juventini e fiorentini anche sui forum ufficiali della tifoseria Reds hanno compreso di essere stati coinvolti in un gemellaggio che di amicizia e rispetto nei loro confronti non aveva niente .
http://www.liverpoolway.co.uk/forum/ff-football-forum/86337-mosaic-tomorrow.html
http://www.redandwhitekop.com/forum/index.php?topic=250848.80
(link di due dei forum principali del tifo dei reds dove l’argomento e’ stato trattato e dove si puo’ vedere come i tifosi inglesi hanno ragionato e capito)
Un gemellaggio voluto e proposto dai viola con l’unico scopo di vantarsi di aver fatto un dispetto agli Juventini ed usato per inneggiare ancora una volta alla più grande tragedia del calcio . Decine di telefonate sono state inviate dai tifosi alla società Liverpool F.C. con la esplicita richiesta di annullare la coreografia minacciando in caso contrario di boicottarla . Il movimento di opinione è stato talmente forte a liverpool quanto ignorato in Italia , che persino il Daily Telegraph, ha dedicato alla questione un articolo spiegando le ragioni dei tifosi Juventini…ed i motivi per cui la coreografia era stata annullata.
http://www.telegraph.co.uk/sport/football/…tina-visit.html
Il resto è storia recente…ma pur sempre storia : nel silenzio, ancora una volta assoluto, dei media Italiani è stata data una grande dimostrazione di maturità e correttezza e se davvero il calcio inglese ha qualcosa da insegnare a quello italiano…beh forse la lezione a Voi è sfuggita! Noi abbiamo difeso la memoria delle 39 vittime dell’Heysel disonorata, si badi bene, con la complicità di tutti quelli che sapendo hanno taciuto e di quelli che informati hanno voltato la faccia dall’altra parte! E non sono pochi! Il vero senso di questo unilaterale pseudo- gemellaggio Lo abbiamo capito Noi e lo hanno capito i tifosi del liverpool ….ed insieme abbiamo costretto tutti a gettare la maschera…e quella coreografia annullata rimarrà per voi tifosi viola e per voi giornalisti che in questi giorni avete fatto finta di non vedere, la più grande sconfitta . E di questo ringraziamo ovviamente i reds, perchè hanno sicuramente fatto un gesto, per noi molto importante e di cui ne prendiamo atto. Ma preferiamo farlo in modo piu esaustivo con una lettera Aperta alla loro tifoseria, perche’ e’ quantomeno doveroso.
Noi non siamo migliori di altri, a volte sbagliamo ed esageriamo nei cori e negli atteggiamenti.….ma mai ci siamo nascosti dietro una faccia perbenista e moralista per insultare la memoria di vittime innocenti…mai ci siamo presentati in Europa come la tifoseria migliore d’Italia al solo scopo di crearci un alibi per la peggiore delle vigliaccate…. Certo magari anche questo comunicato farà la fine degli altri…cestinato, ignorato…forse deriso….ma è lassù che questa notizia doveva arrivare….a Noi questo interessava! E lassù…ne siamo certi…è arrivata!!
Il caso Balotelli sospeso fra stupidità
e demagogia a buon mercato
di Nicola Legro

Chi lancia certi cori lo sa. La prima ad essere danneggiata è la società per cui si tifa: la Juventus in questo caso. Non si parla tanto dei 20.000 euro di una pena pecuniaria, ma di un forte danno d’immagine per la società messa in difficoltà dai media in un momento di grande delicatezza per la storia bianconera. Mentre dai tribunali dei processi veri sta emergendo la verità dei fatti che potrebbe spingere a breve la Juventus a chiedere la revisione dei frettolosi processi sportivi consumati nell’estate 2006, il pericolo di rovinare tutto e risvegliare le ragioni di un mai sopito “sentimento popolare” anti juventino arriva proprio dalle viscere del tifo bianconero. Partono dalle curve cori che rischiano di far male come certe sentenze dei tribunali sportivi che, per altro, a un certo tipo di tifo sembra che poco siano interessate. Hanno fatto propria la logica del “guardare avanti” ringraziando con tanto di striscioni il padrone del vapore che nell’estate di Calciopoli si schierò accanto alla squadra, ma lasciando al proprio destino dirigenti e società. Uno che, se gli chiedi se mai la Juventus richiederà la restituzione dei due scudetti revocati dalla giustizia sportiva, ti guarda inebetito come se gli avessi chiesto chissà che cosa e dopo un assordante silenzio di sei secondi sei (vedi http://www.youtube.com/watch?v=izlNf5trmJw) , ti risponde con la più deludente delle banalità. Ma questa è un’altra storia che magari in certe curve nemmeno è arrivata.
Gli insulti contro Balotelli lanciati nella partita contro
l’Udinese erano già di per sé stupidi e poco comprensibili.
Parte dell’opinione pubblica ha cercato subito di etichettarli
come “razzisti”, anche se tali non erano. Il danno subito dalla
Juventus va oltre la multa comminata dal giudice sportivo. Si
tratta per qualcuno dell’occasione giusta per puntare il dito
mettendo in difficoltà la società ed eruttare i soliti luoghi
comuni che sappiamo quanto importanti possano essere nel cortile
di certa informazione. Non si può pensare che chi segue la
Juventus da uno stadio all’altro in tutta Europa non abbia
percepito quanto pericolosi possano essere specie oggi certi
cori. Passano solo tre giorni e questa volta gli insulti partono
addirittura in eurovisione da Bordeaux con tanto di venatura
razzista. E’ sembrata una mitragliata sparata addosso a tutti,
non solo al presunto bersaglio. Un ragazzo di 19 anni con “la
colpa” di essere parecchio arrogantello esce da questa vicenda
come un martire e l’ultima cosa a cui pensare è il colore della
sua pelle o quello della maglia che indossa quando gioca a
pallone.
A fare le spese di certi cori idioti è tutto il movimento
juventino che paga come società, ma che rischia ancor di più di
essere ancora una volta sepolto da un clima forcaiolo agitato da
tutti quegli addetti ai lavori alla ricerca del solito pretesto.
E allora? Siamo di fronte a una stupida ed inutile provocazione
o a magari abbiamo a che fare con un’azione premeditata? Troppo
facile pensare che sia veramente Balotelli il banale bersaglio
di tanto livore. Gli insulti di Bordeaux fanno invece pensare
che ci possa essere anche qualcosa di premeditato quale
alternativa alla stupidità. Si tratta di un messaggio? E se sì,
di che tipo? Non ci è dato conoscere il motivo dell’eventuale
contendere, ma si tratta di un’arma a doppio taglio che, se
continua ad essere agitata, rischia di fare molto male alla
Juventus, vero e proprio ostaggio di una simile situazione. Il
paradosso della vicenda è che è proprio la Juventus stessa ad
essere la vittima di tutta questa vicenda in cui si scatenano
anche speculazioni politiche, con partiti che parlano dei cori
su Balotelli come sintomo di “allarme sociale” addirittura
legato “a una brutta ondata di razzismo e xenofobia che sta
contaminando l’Italia”. Ma è vero che comunque il problema è
sociale ma non quello a cui fa riferimento la demagogia spiccia
della politica, bensì quello inteso come capacità del sistema di
evitare che accadano certi episodi che non succedono solo nella
curva bianconera, ma che per esempio sabato scorso hanno
riguardato anche Bologna. Dopo aver segnato il gol, il ditino
silenziatore di Balotelli si è alzato provocatoriamente a
zittire la curva bolognese che, evidentemente, non stava
applaudendo l’autore della marcatura. E se non si tratta di
Bologna e Torino scagli la prima pietra chi è senza peccato.
Il “se saltelli muore Balotelli” trae origine dal “se saltelli
muore un altro Agnelli” che certe curve hanno cantato senza che
nessuno si scandalizzasse. Che dire poi di quelle tifoserie
beatificate dai media che hanno inneggiato ai 39 morti dell’Heysel
augurando la stessa fine a Pessotto. Il problema non può
riguardare la Juventus dunque, ma semmai sono le dormienti
istituzioni del calcio italiano che devono, una volta per tutte,
affrontare con efficacia un problema che arriva da lontano. A
nulla serve una legge sportiva che punisce le società con
ammende pecuniarie e con squalifiche di interi settori dello
stadio quando non di tutto lo stadio. Le stesse società sono di
fatto ostaggio di certi comportamenti di chi certi cori li
comanda sapendo comunque di restare impunito. Le società di
calcio andrebbero invece aiutate da una legislatura sportiva che
le supporti a ripulire le proprie curve da quegli elementi in
grado di condizionarle tanto negativamente. Solo così si
realizzerà quel sogno, ancora un po’ utopistico, di riportare
allo stadio davvero le famiglie oggi facili prigioniere del
comodo calcio in tv.
Nicola Legro
27.11.2009

Cavolo
che fortuna,
Papà
ha trovato i biglietti per la finale di Coppa dei Campioni
e me ne ha regalato uno per il mio 11esimo compleanno…
Non vedo l’ora che si parta, già mi immagino lo stadio pieno,
i cori
e le maglie bianconere
che scendono in campo...
Finalmente vedrò Tacconi, Cabrini, il Capitano Scirea e poi lui…
le
Roi, il Re… Michel Platini... che emozione.
Papà mi ha raccontato che l’ultima volta non è andata bene…
che quelli dell’ Amburgo erano entrati più volitivi e alla fine la coppa l’hanno presa loro…
Spero non sia così anche stavolta… anzi no… non sarà così stavolta, me lo sento…
anche
se sono un bambino, se ho solo 11 anni, certe cose non hanno età.
Finalmente si parte, il viaggio è lungo, ma non ci si annoia mai tra scherzi, barzellette,
e i cori per la nostra
Juventus... che spasso.
Eccoci !!! Siamo arrivati...stanchi ma senza essere stanchi davvero,
perchè l’emozione mi tiene sveglio... saranno 15 ore che non dormo…
Mamma
mia che brutto lo stadio... sembra una rovina dell’antica Roma….
e quanti poliziotti a cavallo… dicono che il nostro settore, lo zeta, è vicino agli inglesi…
dicono che questi hooligans sono pericolosi che bevono…
Ma
io non ho paura, no… ho con me il mio Papà...non può succedermi
niente...
….e poi io e il mio
papà, per fortuna, siamo dall’altra parte…
Evvai…
da qui vedo benissimo il campo...ma quando inizia ?
Sono
già stufo di aspettare… dai che ormai manca poco…
E
ora che succede ????
Perchè quegli inglesi
stanno prendendo a calci le reti ??
E
perchè ci tirano addosso di tutto ???
Che non vedono che
qui ci sono solo famiglie e gente tranquilla ????
Oh…
ma che spingete ???
Fermi,
fermi… qua’ c’e’ il muro… non posso andare più in là….
Papà, ti prego fa qualcosa…
Papà mi stringe a sè... cerca di proteggermi…
di farmi da scudo col suo corpo… uff, non riesco a respirare…
Basta
!!! Smettetela di spingere….fate piano…
SONO UN BAMBINO IO!!!
Finalmente... è finito tutto…..sembrano tutti calmi, ora…
C’è silenzio… tanto… e intorno a me è rimasta solo poca gente…
...saremo
una quarantina… compresi me e papà...
1,
2, 3……39…..ma tutti gli altri dove sono ????
E
la confusione di prima ???
E
lo stadio ???
Ora
sto meglio…..ma non vedo più niente…
…..qui
è tutto buio………
Dedicata a Andrea Casula che nel 1985
aveva solo 11 anni….
E a tutti gli altri 38 Angeli.
NOI NON VI DIMENTICHEREMO MAI !!!





Gentili tifosi della Viola,
mi permetto, pur con un pizzico di soggezione, d'invadere lo spazio che comunemente utilizzate per gioire e soffrire per la vostra gloriosa squadra.
Sono un tifoso
Juventino che non ha mai dimenticato l'Heysel, a differenza di molti altri
dirigenti e tifosi della sua stessa società e che giudica quel trofeo niente
di più di un numero beffardo nelle statistiche.
Sono anche il tifoso che giudica i cori e le canzoncine su Superga, Baretti
e l'Heysel, una fiera della imbecillità che accomuna i suoi mentecatti in
un colore solo, quello della vergogna.
Credo, però,
fra Italiani, ce l'abbia anche il dolore, un pane raffermo di condivisione.
In questi giorni sono divampate polemiche che riguardano il gemellaggio
della vostra tifoseria con il Liverpool, poichè non è sembrata ben chiara
la motivazione al popolo bianconero, ma soprattutto a quella parte del nostro
tifo che custodisce nel cuore la memoria degli "angeli di Bruxelles", come
fossero morti della propria famiglia.
Anche io sono tra questi, pur non essendo mai riuscito ad odiare il Liverpool,
perchè è da sempre la mia squadra inglese preferita. Sportivamente, quindi,
posso condividere il fascino che suscita nel vostro immaginario di grande
tifoseria, quale siete da sempre. Viscerale e generosa, in amore ed odio.
Comprendo allo stesso modo come la Juve si possa,tanto amare quanto odiare
allo stesso modo ed in latitudini diverse della penisola e del gusto personale.
E' insita nella natura del calcio, delle cose e dello sport, in generale,
la sana rivalità fra alcune tifoserie.
Il problema, dunque, per quanto riguarda me, ideatore del museo virtuale
multimediale
www.saladellamemoriaheysel.it,
che vi invito ufficialmente a visitare tutti, non è il gemellaggio in sè,
ma proprio la comunicazione sulle motivazioni dell'evento da parte vostra.
Io mi sarei aspettato dalla Fiesole, durante la partita con i Reds, uno
striscione, anche piccolo, piccolo, in memoria dei nostri caduti,proprio
al fine di scampare qualunque ambiguità in merito alla nuova amicizia con
gli Inglesi. Ciò, purtroppo, non è avvenuto ed al momento ne ignoro francamente
le motivazioni recondite.
Per questo, pur sapendo che i caduti di Bruxelles appartengono fisicamente
soltanto alle famiglie dei loro cari, ho provato ad immedesimarmi nel loro
pensiero storico scrivendo di getto una lettera immaginaria rivolta alla
Curva Fiesole. Si tratta di un mero espediente letterario che in qualche
passaggio potrà anche sembrarvi duro ed aggressivo nei vostri confronti,
ma non è rivolto a tutti i tifosi fiorentini, nè alla città di Firenze,
che amo da Italiano, ma soltanto a quella minoranza becera, tra di voi,
mi auguro sparuta, che non ha mai portato il rispetto dovuto ai nostri martiri
e li ha irrisi in tutti gli stadi d'Italia.
Sono certo che proprio la curva Fiesole in maggioranza sia assemblata da
uomini e donne degni di stima e di grande umanità e non la fraintenderà.
L'occasione del prossimo match in programma all'Olimpico di Torino ci pone
davanti ad un gesto di grande responsabilità per evitare altri scontri dialettici
e non solo.
Mai più un altro Heysel...
Il tempo di onorare i 39 caduti dell'Heysel è ancora propizio e foriero di un gesto di civiltà e fratellanza da parte vostra. Lo attendo, senza ipocrisie, molto semplicemente, nella prossima partita del 17 di Ottobre.
Sportivamente...
Domenico Laudadio 5/10/2009
"Quell'eroe solitario e tenace dei blog"
Così Giampiero Mughini ha celebrato Stefano Discreti, blogger noto sul web come Montero77. La stima e la simpatia che provo per Stefano, vulcano di parole e di juventinità mi porta a farmi battezzare proprio da lui, "voce di uno che grida nel deserto", nel mondo della libera comunicazione del web. Prossimamente Stefano ci racconterà in prima persona la sua esperienza e cosa si prova ad esser definito "eroe" da Mughini, nella trasmissione televisiva "controcampo". (D. Laudadio)



Oggi, questa mattina: ho gli occhi vispi e le mie ghiandole lacrimali
lubrificano sufficientemente i miei occhi. La notte è passata serena ed al lavoro,
i colleghi, di meno rispetto a prima, continuano a darmi del ladro. Ma tutti, juventini
e non, una cosa l'hanno capita. E' stata tutta una sceneggiata per colpire i più
forti. Ma che forse, più di tutto, ha colpito il cuore di chi, come me, ama la Juve
oltre ogni cosa. Il cuore di chi, come me, mai, dico mai, questo dolore in omaggio
potrà cancellare.
Roberto Robba
20/07/2009
Roberto Robba 2/11/2008
di Roberto Robba
Cari dirigenti,
nel luglio del 2006 sono stato tra i primi a sottoscrivere l'abbonamento quando
volevano sbatterci in C. Sapete quale fu la risposta al dipendente Lottomatica
(o Juve...) che mi disse di tornare più avanti, perchè forse la Juve avrebbe
giocato in una categoria inferiore ed il prezzo sarebbe stato conseguentemente
più basso?
"Si faccia i fatti suoi, sono dieci anni che non faccio la tessera. La Juve
mi ha dato tante gioie e questo è l'unico modo che ho per ricambiarle l'affetto.
Curva Nord, secondo livello". E la tessera, ritirata poi al Delle Alpi insieme
ad un assegno di rimborso, mai incassato, fu mia.
Per vederla giocare allo stadio
con l'Albinoleffe, il Frosinone, il Mantova, il Rimini, dopo averla vista dominare
in Europa l'Ajax, il Real Madrid, eliminare squadre del calibro di Bayern, Barcellona,
e sovrastare in Italia tutti gli altri, ma sempre in TV,
solo qualche trasferta all'estero per semifinali e finali di Champions (compresa
Roma).
Vi ho sostenuto fino a poco tempo fa perchè mi ispiravate fiducia. Mi davate
idea di voler intraprendere un corso nuovo spinti da eventi "misteriosi" che
hanno falcidiato la nostra reputazione, la nostra gloria, il nostro onore, il
nostro palmares, la nostra rosa, ma soprattutto i nostri cuori. Che foste "obbligati"
a recitare una parte per cercare di sopravvivere. Avete rivisitato il sito della
Società e rotto i ponti con tutto ciò che riguardava il recente passato, passando
sul cadavere di una delle più gloriose bandiere bianconere: Roberto Bettega.
E già lì, la mia fiducia ha iniziato a venire meno, ma ho pensato che fosse
necessario per la nuova immagine che volevate dare al club e pur con dolore,
ci son passato sopra. Avete cercato altri soldi con la storia dei Juventus-Member,
a cui ho aderito, per dare il mio contributo, ho rifatto la tessera in curva
quest'anno, l'aumento di capitale, l'abbonamento a Juve-Channel, per dare il
mio contributo concreto non di semplice tifoso, ma di vero e proprio sostenitore.
Ma ora mi sento tradito.
Con una Juve in questo stato, ci fosse la Vecchia dirigenza, coi soldi presi
dall'aumento di capitale e da Mediaset, tanto per toglierci un pò l'amaro in
bocca, ci sarebbe l'annuncio entro
le 19 di oggi di un campione vero, magari a giugno.
E invece sento parlare Montali (ma che c'azzecca con noi un viola che di calcio
non ne capisce nulla) di Comitati Sportivi e altre baggianate, lo sento svilire
il suo D.S., lasciato allo sbaraglio in un mondo di lupi famelici che non vedevano
l'ora di rifilarci i bidonazzi arrivati quest'anno, dire che il mercato è finito.
Ma lo stipendio per lui c'è, sto C.d.A., mamma mia, quanto ci costa...
La delusione ha preso il sopravvento. Mi avete nauseato.
Ho già vissuto il periodo della prima rivoluzione in società, con la
Juve moderna di Montezemolo - Bendoni - Maifredi, che fece ridere mezzo mondo
vantando in rosa campioni come Luppi (Grygera), Julio Cesar (Andrade), Magrin
se non erro (Tiago e Almiron messi insieme) e tanti altri comprimari (Palladino
su tutti, senza attributi e senza cuore).
Nonostante il tentativo di restaurazione, lo scempio compiuto in quel breve
lasso di tempo, fece in modo che non vincessimo più nulla per un bel pezzo e
che tanti campioni preferissero altre squadre, anche se in quel periodo il campionato
italiano era la mecca per tutti i fuoriclasse stranieri, il cui sogno era proprio
quello di sbarcare in Italia, mentre i nostri ad andar fuori neanche ci pensavano.
Quante le similitudini con la Juve di oggi, che si distingue però per l'orgoglio
e la classe dei campioni che avete già trovato, presi da altri, e che riescono
a trasmettere quella determinazione ai nuovi modesti (a parte Iaquinta) arrivati.
Nacque di lì a poco il calcio business, ma la Proprietà non cacciò più una lira,
poi più un euro, e fino a quando non si mise gente competente a fare il proprio
dovere, fummo tagliati fuori da tutto. Come Voi oggi: state facendo lo stesso
sbaglio. In un mondo che è restato di serpi, sembrate le cavie che vendono nei
negozi di animali e che servono da cibo per i pigri pitoni addormentati nelle
teche delle case dei ricchi. Magari con buoni propositi, sembra che a volte
vogliate portarvi la croce addosso di colpe mai provate, sembrando conniventi
con chi ci ha assassinato.
Siate sinceri con noi: se siete spinti solo dal business e non portati dal cuore,
sedete nel posto sbagliato. Non è ancora il tempo di un calcio italiano come
il football in America, dove la gente si alza sul 30 pari a cinque minuti dal
termine per andare a mangiare un hot-dog al bar. Questo non è un gioco, è una
passione. Il sottoscritto, per esempio, si è svergato 20 ore di treno - sola
andata - per andare a vedere perdere la Champions ad Amsterdam arrivando a destinazione
alle 19, e ripartendo alle 24. La mia vescica e la mia prostata in quel viaggio
volevano abbandonare il mio corpo.
Ma lo rifarei, altre cento volte, anche se mi dessero il 10% di vittoria.
Perchè? Perchè NOI
siamo la Juve, non voi, con le vostre conferenze stampa da strapazzo.
Voi il treno, un autogrill, un panino
preparato il giorno prima e una birra calda, un pullman, non sapete cosa siano.
Ed è proprio questo che non avete capito, la nostra incomunicabilità, su piani
diversi, perchè se un briciolo ci aveste compreso, non ci avreste fatto incontrare
i nostri più acerrimi rivali con la difesa di ieri sera.
I nostri boia, che vengono qui coi loro ragazzini a prenderci a gomitate
in faccia, senza che nessuno di voi osi dire nulla. Ma ci siete o ci fate? Se
ci fosse stato un certo Paolo Montero in campo, il correttissimo (educato dall'onesta
- notizia di oggi - società nerazzurra) Balotelli avrebbe già capito ieri sera
come ci deve comportare nel calcio che conta. E dopo quel gesto, gli auguro
di fare la fine dell'Imperatore Adriano.
Sì, più della sconfitta, questo mi amareggia. Il vostro silenzio, la vostra
impotenza, il vostro far finta di niente. Il vedere l'allenatore avversario
lamentarsi ancora... Solo Mauro German ha fatto qualcosa di materiale sbagliando,
inconsapevolmente, bersaglio.
Ed è ciò che percepisco oggi. Anche i nostri giocatori - soprattutto i nuovi
-, come noi, non si sentono protetti, tutelati da chi dovrebbe farlo. Quelli
di prima, nonostante tutto ciò che nessuno ha mai provato, quando serviva, erano
severi, per educare, ma ti proteggevano, quando ti aggredivano senza criterio.
Voi avete l'elicottero, l'autista.
Ma ricordatevi di questo:
anni e anni fa, c'era già chi aveva l'elicottero e l'autista, ma a differenza
vostra, se fossero stati in panne entrambi, sarebbe salito con noi sul treno,
perchè Lui la Juve l'amava davvero e ci faceva ammirare campioni come Sivori,
Charles, Platini, Baggio, Del Piero, dando l'esempio.
Ho rivisto in un documentario i sorrisi e la classe della persona di cui sto
parlando pochi giorni fa: Gianni Agnelli, seduto in tribuna. Il tuo di sorriso,
caro Blanc, anche se causato dalla diatriba Saccani - Del Piero sulla posizione
della palla a fine partita, mi sembrava invece il ghigno di un mercenario, profumatamente
remunerato, con racchetta e bicicletta al posto di spada e cavallo... La nostra
passione, il nostro onore, la nostra bandiera non meritano ghigni di questo
tipo.
Nella finale di Champions a Roma Gianni Agnelli non riuscì, dall'emozione, a
guardare i rigori. Andò al bar a bere un caffè, per poi gioire alle urla del
popolo gobbo. Boniperti si fermava un tempo solo ed i derbies li evitava per
non rischiare il coccolone. Tu caro Blanc, i coccoloni li vuoi far venire a
me. Forse, ti dispiacerebbe aver perso un azionista, un abbonato a Juve-Channel,
un abbonato allo stadio ed un Juventus Member. Non aver perso un tifoso.
Ma se non apri il portafoglio, o se i soldi li regali a chi vuoi tu
(vedi Almiron e portoghesi vari più parametri zero da media classifica), l'anno
prossimo, non mi freghi più, con tessere e boiate varie. E di tifosi e sostenitori
ne vedrai sempre meno, perchè si sa, da bambini o tuo padre ti porta allo stadio
e puoi anche avere la disgrazia di diventare del Toro o dell'Inter, od in genere
tifi per chi vince.
Ma allo
stadio, comunque io ci andrò sempre, dieci anni di assenza son bastati. Con
mio figlio di quattro anni. Ad incitare chiunque indossi la magica maglia. Come
ieri sera. E per vedere se continui a venire al Comunale con la sciarpa da curvaiolo.
Quella no, Gianni Claudio Bianco, quella lasciala a noi, a te non dona. E sai
perchè?
Perchè ti manca il Nero.
Bianconeri si nasce, non si diventa. Ma ancora non capisci. Dopo la Sciarpa,
lo Stendardo. Con tutto l'amore che comunque già provo per Willy, da ieri sera.
Perchè per la Gobba io piango,
tu ghigni.
Roberto Robba 1/02/2008 (Dal forum de "La Stampa")
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